1. What really is bitcoin

Bitcoin is a decentralized database whose transactions are irreversible and written data considered immutable. This database is freely accessible to all through an open protocol with known specifications  and open source code. Anyone can read the data of this database or contribute to making it secure by validating transactions.

Every 10 minutes the network validates a data block of new transactions, this block is appended to the chain of previous blocks with cryptographic validity rules. This chain contains the data of all transactions from the start of the bitcoin network (which took place in 2009) to date. This data structure is the blockchain.

What makes a blockchain immutable and incensurable is the fact that this data structure is decentralized, i.e. distributed / replicated on a large number of computers around the globe. Data integrity is guaranteed by the consensus reached by thousands of eyes that observe the validity of the blockchain.

Each of these blocks has a limited maximum size, this in order not to increase the size of the whole blockchain excessively over time. The consequence is that the number of transactions managed by the bitcoin network is extremely low: 7 per second.

If there were not this limit in the protocol, the size of the entire blockchain would grow dramatically and only a few large data servers could afford to install a Bitcoin node. The network would be managed by a few actors who could agree to modify the transactions considering these modifications valid.

Therefore to have data immutability through decentralization, such data must be a precious and limited resource.

This data, the blockchain, which is also called the distributed ledger, must remain limited in terms of disk space occupation (must not grow by TB and TB). Otherwise it would become a ledger less and less distributed because few could afford to download and save on their hard disk the entire blockchain.

Who has the right to make one of the few transactions that the network can validate every 10 minutes?

The network provides tokens, limited in the maximum number (21 million), called bitcoin or BTC. To make a transaction you need to send BTC tokens from one address to another. By sending BTC you must also indicate how many you want to leave as a “tip” for the computers that validate transactions (miners). These tips are the ‘fees’ that reward miners for their work in securing the network by providing computing power to validate the required transactions.

In the first years of the network’s life, for each validated block, in addition to the fees, new bitcoin are assigned to the miner who first validated the block. This mechanism serves to assign the new bitcoin generated to someone for the first time, to provide a startup to the system. In 2009 when the network was started, no one owned any BTC. When all 21 million total btc have been assigned, the miners will receive, as a reward for their work, only the fees attached to the transactions to be validated.

Being able to insert data into the blockchain has a value since you write immutable and therefore precious data. Being able to enter data into the blockchain is also a privilege since every 10 minutes (each generated block) a limited number of ‘slots’ will be made available to carry out transactions. Those who attach more fees to their transactions will be preferentially chosen by the miners to be included in the next block.

So if a data written in the blockchain has a certain value, the token (BTC) necessary to be able to write in the blockchain also has a value itself. Bitcoin are a precious trading commodity. This makes bitcoin tokens with a non-zero intrinsic value.

If the bitcoin blockchain is the most “indelible” blackboard in the world, bitcoins are the special chalks to write something on.


ITA – Cos’è realmente Bitcoin?

Bitcoin è un database decentralizzato le cui transazioni sono irreversibili e i dati scritti considerati immutabili. Tale database è liberamente accessibile a tutti tramite un protocollo aperto con specifiche note ed open source, chiunque può leggere i dati di tale database oppure contribuire a renderlo sicuro validando le transazioni.

Ogni 10 minuti il network convalida un blocco dati di nuove transazioni, tale blocco viene accodato alla catena dei blocchi precedenti secondo delle regole di validità crittografica (regole comuni a tutti i nodi della rete). Tale catena contiene i dati di tutte le transazioni dall’avvio del network bitcoin (avvenuto nel 2009) ad oggi. Questa struttura dati è la blockchain.

Ciò che rende una blockchain immutabile ed incensurabile è il fatto che tale struttura dati è decentralizzata, cioè distribuita/replicata su un numero elevato di elaborati sparsi per il globo. L’integrità dei dati è garantita dal consenso raggiunto da migliaia di occhi che osservano la validità della blockchain secondo regole comuni prestabilite.

Ognuno di questi blocchi ha una dimensione massima limitata, questo per non far crescere nel tempo la dimensione della blockchain in maniera eccessiva. La conseguenza è che il numero di transazioni che gestisce il network bitcoin è estremamente basso: 7 al secondo.

Se non ci fosse questo limite nel protocollo la dimensione dell’intera blockchain crescerebbe a dismisura e soltanto pochi grossi data server potrebbero permettersi di installare un nodo Bitcoin. La rete sarebbe gestita da pochi attori che (proprio per il fatto di essere in pochi) potrebbero accordarsi per modificare a piacere le transazioni considerando valide tali modifiche.

Lo spazio disco che occuperà una blockchain deve essere tenuto basso, va limitato, pena la non decentralizzazione del network.

Dunque per avere immutabilità dei dati tramite decentralizzazione, tali dati devono essere una risorsa preziosa e limitata.

Questi dati, la blockchain, che viene anche chiamato registro distribuito devono restare limitati come occupazione di spazio su disco (non devono crescere di GB e GB) altrimenti sarebbe un registro sempre meno distribuito perché pochi potrebbero permettersi di scaricare e salvare nel proprio hard disk l’intera blockchain.

Chi ha quindi diritto ad effettuare una delle poche transazioni che il network può convalidare ogni 10 minuti e che sarà inserito nel nuovo blocco aggiunto alla blockchain?

Il network prevede dei token, limitati nel numero massimo (21 milioni), chiamati bitcoin o BTC. Per effettuare una transazione occorre inviare dei token BTC da un indirizzo ad un altro. Inviando dei BTC bisogna inoltre indicare quanti se ne vuole lasciare come “mancia” per i computer che convalidano le transazioni (i miner). Queste mance sono le ‘fee’ che ricompensano i minatori del loro lavoro di messa in sicurezza del network fornendo potenza di calcolo per validare le transazioni richieste.

Nei primi anni di vita del network, per ogni blocco convalidato, oltre alle fee vengono assegnati dei nuovi bitcoin al miner che ha convalidato per primo il nuovo blocco. Questo meccanismo server ad assegnare per la prima volta a qualcuno i nuovi bitcoin generati, per fornire un avvio al sistema (nel 2009 all’avvio del network nessuno possedeva nessun BTC). Quando saranno stati assegnati tutti i 21milioni totali di btc, i minatori riceveranno, come ricompensa per il loro lavoro, solamente le fee allegate alle transazioni da validare.

Poter inserire dati nella blockchain ha un valore dato che si va a scrivere dati immutabili e quindi preziosi.
Poter inserire dati nella blockchain è anche un privilegio dato che ogni 10 minuti (ogni blocco genarato) verranno messi a disposizione un numero massimo limitato di ‘slot’ per effettuare transazioni.
Chi allega fee più alte alle proprie transazioni verrà scelto preferenzialmente dai miner per essere incluso nel prossimo blocco.

Quindi se un dato scritto nella blockchain ha un certo valore, anche il token (BTC) necessario a poter scrivere nella blockchain ha esso stesso un valore.

I bitcoin sono merce di scambio preziosa.
Questo rende i bitcoin dei token con un valore intrinseco diverso da zero.

Se la blockchain di bitcoin è la lavagna più “indelebile” del mondo, i bitcoin sono i gessetti speciali per scriverci sopra qualcosa.